Sollecitazione al pubblico risparmio: definizione e significato

Credits: Gianluigi Rosafio. Sollecitazione al pubblico risparmio, cosa intende e a cosa si riferisce? Informazioni del genere le avevamo già acquisite attraverso le attività di Tiziana Luce Scarlino, protagonista di una serie di interventi sul web su finanza, lavoro ed economia applicata. La stessa Tiziana Luce Scarlino, in un interessante intervento assieme all’imprenditore Gianluigi Rosafio, è tornata sull’argomento. Va prima di tutto ricordato che con il termine sollecitazione al pubblico risparmio si identifica “ogni pubblico annuncio di emissione, ogni offerta al pubblico di acquisto o di vendita o di sottoscrizione o di scambio, ogni forma di collocamento porta a porta o mediante comunicazione di massa di valori mobiliari”. Questo secondo l’articolo 18 ter della legge numero 216 del 1974, modificata poi dal decreto legge numero 85 del 25 gennaio 1992. Il pubblico dei risparmiatori è il tipo di pubblico a cui si fa riferimento in questa definizione, mentre la sollecitazione rappresenta un’esortazione per i risparmiatori stessi ad investire “i propri risparmi in valori mobiliari”, facendo ricorso alla diverse forme di investimenti previste dalla legge. Per poter procedere alla sollecitazione al pubblico risparmio, ricorda ancora Tiziana Luce Scarlino, sarà necessario avanzare un’istanza preventiva presso la Consob, accompagnando la sollecitazione con un documento informativo, messo a punto perché il pubblico degli investitori sia al corrente della situazione economica e finanziaria del sollecitante. 

Questo documento, definito prospetto informativo, viene stilato sulla base di un modello già redatto Consob. Inoltre, la Consob può pretendere che il sollecitante metta a disposizione del pubblico informazioni aggiuntive e, se il prospetto non rispetta i criteri indicati, può vietare la sollecitazione al pubblico risparmio. Infatti, fin quando l’operazione di controllo non termina, colui che avanza la sollecitazione al pubblico risparmio può essere soggetto a fornire ulteriori informazioni del mercato, oltre che essere subordinato “alle norme sulla revisione e certificazione contabile”. Inoltre, le disposizioni normative prevedono un regime più severo e stringente qualora le questioni di  “sollecitazione al pubblico risparmio avvenga mediante attività, anche di carattere promozionale, svolte in luogo diverso da quello adibito a sede legale o amministrativa principale dell’emittente, del proponente l’investimento o del soggetto che procede al collocamento”. Questo tipo di sollecitazione al pubblico risparmio, deve, però, superare il placet della Consob, che dovrà necessariamente accertarsi dell’esistenza di specifici requisiti, stabiliti dalla Consob stessa, in conformità ad un particolare regolamento, che forniscono indicazioni sul soggetto sollecitante, sui particolari sulle forme assunte dalla garanzia. Questi requisiti devono essere forniti da parte dello stesso sollecitante, “in relazione ai danni cagionati a terzi da coloro che, a qualunque titolo, operano nell’interesse dei soggetti autorizzati”. Disposizioni normative più attente sono riservate per “il contratto derivante da questo tipo di sollecitazione al pubblico risparmio”. Esso vede sospesa la sua efficacia, nel corso dei cinque giorni dall’emissione della data di sollecitazione. Infatti, in questo  breve lasso temporale, il soggetto sollecitato ed accettante può avanzare una recessione gratuita del contratto. La forma scritta è l’unica che viene accettata, mentre si dichiara la nullità per quei contratti conclusi in violazione delle norme che li disciplinano.