Crediti d’imposta per le spese di sanificazione

Il “Decreto Cura Italia”, introdotto con il Decreto Legislativo numero 18 del 2020 ed il “Decreto Liquidità” istituito grazie al Decreto Legislativo numero 23 del 2020 avevano permesso l’entrata in vigore di precise agevolazioni, da usare come crediti di imposta, a favore di imprese, lavoratori autonomi, fondazioni ed enti privati. Queste agevolazioni erano state istituite per favorire ed incoraggiare “la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro ed l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI)”, spiega l’esperta Tiziana Luce Scarlino, che ha approfondito l’argomento sul suo blog. in un secondo momento, il “Decreto Rilancio”, istituito con il Decreto Legislativo numero 34 del 2020 e convertito in Legge numero 77 del 2020 lo scorso luglio, le disposizioni normative già introdotte hanno subito una revisione ed una nuova integrazione, introducendo: 

  • “l’estensione delle agevolazioni alle spese di adeguamento degli ambienti di lavoro alle nuove prescrizioni sanitarie”; 
  • “la possibilità di cessione a terzi dei crediti d’imposta previsti, in luogo dell’utilizzo diretto”. 

In particolare, l’articolo 125 del Decreto Legge numero 34 del 2020 ha introdotto il “Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione”. L’attuale normativa ha disposto un credito d’imposta del 60%, fino ad una quota massima di 60000 euro per ogni beneficiario, messo a disposizione di imprese, lavoratori indipendenti, enti non commerciali (inclusi ETS/Enti religiosi riconosciuti) per le spese sostenute nell’anno 2020 per procedere con la sanificazione degli ambienti professionali e degli strumenti usati. Inoltre, il credito d’imposta è stato previsto per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) ed altri dispositivi, finalizzati alla tutela della salute dei dipendenti e dei clienti. Il vincolo di 60.000 euro riguarda l’ammontare del credito, mentre le spese massime agevolabili arrivano ad un massimo di 100.000 euro. 

Scendendo nel particolare, e analizzando l’interessante approfondimento a cura dell’imprenditore Gianluigi Rosafio, le spese sottoposte ad agevolazione sono le seguenti: 

  1. costi di sanificazione degli ambienti in cui si svolge l’attività professionale o istituzionale e di igienizzazione degli strumenti usati nel corso del lavoro stesso; 
  2. costi di acquisto di: 
  1. Dispositivi di Protezione Individuale, quali: mascherine, guanti, visiere, occhiali protettivi, tute protettive, calzari, purché conformi ai requisiti di sicurezza elencati dalla normativa comunitaria; 
  2. prodotti detergenti e disinfettanti; 
  3. dispositivi di Protezione Individuale di diversa tipologia rispetto ai dispositivi elencati in precedenza, quali: termometri, termo scanner, colonnine igienizzanti  e coprono le spese di installazione degli stessi, purché si confermi siano in possesso dei requisiti di sicurezza, introdotti dalla normativa comunitaria; 
  4. barriere, pannelli protettivi e tutti quei dispositivi utili al mantenimento del distanziamento sociale e le relative spese per la loro installazione.

In relazione ai costi per effettuare la sanificazione, la Circolare Ministeriale numero 20/E ha specificato che l’attività di “sanificazione” fa riferimento a “quell’attività finalizzata ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus che ha determinato l’emergenza epidemiologica”. Con il rilascio dell’apposita certificazione, stilata dagli operatori professionisti del settore e conformemente ai Protocolli normativi in vigore, l’attività di sanificazione si potrà definire come concretamente realizzata. 

https://gianluigirosafio.tumblr.com

https://myspace.com/gianluigirosafio

https://about.me/gianluigirosafio

https://medium.com/@gianluigirosafio

https://www.linkedin.com/in/gianluigi-rosafio-a13341208/

https://it.quora.com/profile/Gianluigi-Rosafio

https://www.pinterest.it/gianluigirosafio/

https://flipboard.com/@GianluigiRo5ipa

Sempre all’interno della circolare ministeriale è stato specificato che la sanificazione degli ambienti in cui si svolge l’attività professionale o istituzionale e degli strumenti usati “può essere svolta anche in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori, sempre che rispetti le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti, come attestato da documentazione interna”. Inoltre, la Circolare stabilisce che le spese di sanificazione, sostenute come spese ordinarie perché effettuate per particolari attività professionali, quali centri estetici e studi medici godono delle agevolazioni previste dalla legge, purché affrontate nel corso dell’anno 2020. Inoltre, la Circolare Ministeriale numero 20/E ha affrontato anche la questione delle spese per l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale sono previste agevolazioni solo per coprire i costi di acquisto di DPI certificati e che godono dei requisiti di sicurezza dettati dalle disposizione normative dell’Unione Europea. Perché questo accada, sarà necessario che colui che gode delle agevolazioni conservi tutti i documenti, poi da mostrare in caso di controllo. Infine, specifica la circolare, sono soggetti ad agevolazione: le spese di igienizzazione degli strumenti di lavoro, seppur non usate in campo medico – sanitario; le spese per l’acquisto di indumenti protettivi, “non necessariamente correlato alla sanificazione, in quanto comunque necessario per la prevenzione ed il contenimento del contagio”, a patto che rispettino i criteri dettati dalle disposizioni normative dell’Unione Europea. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin optimized by Syrus